Light Talks #1

Light Talks #1

La convenzione vuole che a bordo i punti luce siano posizionati secondo una disposizione rigorosa: la quantità e la posizione dei pannelli a soffitto detta la distribuzione dei punti di illuminazione, secondo uno schema assai rigoroso e troppo spesso svincolato da cosa effettivamente le luci andranno ad illuminare, ovvero a prescindere da cosa effettivamente sta sotto di loro.

La naturale conseguenza è che gli unici veri parametri per una progettazione illuminotecnica altro non sono che il volume e l’altezza del soffitto. Soltanto in rari casi cosa sta in basso è importante quanto ciò che sta in alto: la presenza di un elemento d’arredo, un’opera d’arte, un tavolo, una zona relax.

Questo tipo di approccio non è più l’unico possibile e di sicuro non è il più corretto: in uno schema più attuale, la giusta quantità e qualità della luce diventano interpretabili come funzione dello spazio, dell’arredo, dei dettagli da evidenziare, della gerarchia fra le zone e della specificità delle diverse aree. La distribuzione della luce assume un ruolo più importante seguendo i criteri di importanza e priorità che variano di volta in volta. Si stabiliscono così nuove regole che permettono di abbandonare quelle del passato, con il posizionamento delle luci che rompe gli schemi tradizionali e offre libertà di progettazione totale. Prodotti con dimensioni e specifiche illuminotecniche diverse, ma con una coerenza di design, contribuiscono a generare la luce che assolve la propria funzione in modo preciso.

Parametri quali dimensione, potenza, flusso luminoso, angolo del fascio, insieme al numero di dispositivi, sono tutti gradi di libertà per infinite possibilità di progetto. Non è più una questione di quanti pannelli rivestano il soffitto, ma di quanta luce, e di che tipo, ci sia effettivamente bisogno. Combinando luce d’accento, illuminazione generale e luce uniforme si ottengono risultati che assolvono alle funzioni spaziali, ambientali ed emozionali.

Le Serie TOP (interni) e STEEL (esterni) sono state  progettate seguendo con coerenza questi criteri, un approccio che abbiamo chiamato Mix&Match. Anche se possibile, ci risulta difficile immaginare uno spazio realizzato con un unico prodotto dalle stesse caratteristiche. E’ piuttosto una combinazione di prodotti con caratteristiche tecniche diverse che concorrono al risultato finale: il numero di dispositivi e la luce che generano servono a illuminare l’ambiente, valorizzare i dettagli e rispettare le persone che ne fruiscono.   La potenzialità dei prodotti viene completamente espressa attraverso la combinazione delle loro diverse caratteristiche. E’ liberta di design per mezzo dell’utilizzo efficiente di tutte le risorse disponibili.

Le immagini che seguono rispecchiano l’approccio tradizionale: dispositivi di illuminazioni tutti uguali, distribuiti a soffitto seguendo uno schema preciso. Il loro numero solo raramente risponde ai requisiti di progetto illuminotecnico, adattandosi invece perfettamente al layout e alla dimensione dei pannelli. La pratica diffusa è quella di generare più luce di quella necessaria ed eventualmente utilizzare un sistema di controllo per modularla, finendo per avere ambienti con un eccesso di luce.

Tutto acceso

Nelle immagini successive, la tipologia dei prodotti, il loro numero e la disposizione sono determinati dallo scopo del progetto originale e dal layout dello spazio, tenendo in considerazione gli arredi e le funzioni delle varie aree. I prodotti sono differenti per dimensioni e specifiche, ma la coerenza di design offre un senso di uniformità e continuità. La luce non è né più né meno quella effettivamente necessaria, e allo stesso tempo è possibile creare scenari molteplici per differenti effetti emozionali.

La luce è sapientemente e magistralmente creata per lo spazio e per chi lo vive.

Layout delle luci

Tutto acceso

Luci funzionali

Soltanto al pavimento

Scarica la brochure TOP SERIES qui.

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